Eppure c’è gente felice, triste, entusiasta, sveglia, arrabbiata, divertita… io sono soltanto stanco e annoiato. Al mattino mi sveglio e mi giro dall’altra parte a letto, pensando che se sonnecchio altre due o tre ore avrò meno tempo inutile da far passare. Non c’è caffè che mi tiri su, non c’è passione da seguire o sport da fare o chitarra da suonare che mi dia un po’ di energia, né festa a cui partecipare né amico che posso chiamare. Sono solo. Ci ho provato eh, io ci provo ad avvicinarmi a qualcuno, ma mi sembra che non ci sia nulla di interessante nella maggior parte delle persone. Di certo la gente pensa lo stesso di me, si vede. Quando sono a casa dei miei ho gli amici storici: persone con cui mi sono ritrovato ad uscire per caso, per esclusione, ma con cui non condivido nulla. Non me ne frega niente di loro. A Padova c’è qualcuno con cui sto bene: persone che non mi cercano, che hanno altri giri e interessi, che non sono libere per me e cui pare di non aver niente da dirmi. All’arcigay pure mi annoio a morte, ma se non ci andassi passerei mesi senza vedere nessuno. Poi c’è il mio ragazzo, ovviamente. Lui è davvero tutto quello che ho, è l’unico che mi capisce, mi ascolta, l’unico a cui interessa quello che faccio e come mi sento. Lui è la mia vera famiglia, con lui mi sento a casa, felice e sereno, è come una parte di me e gli voglio un bene dell’anima. Ma non ne sono innamorato, non lo sono mai stato e non so se potrò mai diventarlo. Che dovrei fare? Mollarlo? Forse. Lui ne sarebbe distrutto e io anche, solo per davvero. Tanti sono quelli che vorrebbero che una persona si innamorasse di loro; io vorrei innamorarmi di una persona, ma non succede. Nulla mi succede: non piango, non rido… mi sto per laureare e non me ne frega assolutamente nulla, non sono teso, né agitato, né ottimista, né pessimista, non sono niente, sono solo stanco e annoiato. E solo. Vorrei che fosse diverso, vorrei essere diverso io.
Lascia che ti dica una cosa:
Tu non sei solo. Hai un ragazzo il quale, che tu ci creda o no, ha una grande considerazione di te. Se così non fosse non sarebbe ancora al tuo fianco.
Posso capire che la vita possa apparire a volte troppo difficile da affrontare o troppo prevedibile da vederci qualche spunto di insolito. Ma dimmi… C’è qualcosa che davvero ti manca? Ti manca una famiglia? Ti mancano le persone che ti cercano? Ti manca un ragazzo? Ti mancano delle possibilità di lavoro (no, ok, rifa’, questa non vale… È troppo ovvia…)
Insomma alla fine cosa vuoi? Non basta guardare meglio quello che hai ora e sentirti almeno un poco soddisfatto di averlo?
Ho letto il tuo ultimo post e…
non ho potuto fare a meno di notare come la tua
migliore scrittura sia quando attraversi momenti
grigi della tua vita. Riesci ad essere pieno ed
intenso come non mai e non sò se essere contento
di ciò o rattristarmi per empatia del tuo stato
d’animo.
Preferirei, sicuramente, che anche nei tuoi
momenti felici tu sia così comunicativo.
Il tuo è uno stato d’animo, transitorio, punto.
La vita è un continuo processo evolutivo in cui
nella diversità delle proprie situazioni personali
dobbiamo fare costantemente delle scelte, ed alcune
di queste per propria natura, le possiamo fare solo noi,
per dirla alla Matrix gli altri ci possono solo indicare la
porta da aprire, poi stà a noi aprirla o meno ed in
questo hai ragione.. siamo soli.
Avere una persona che ti vuol bene accanto però ti
consente di operare le tue scelte con la consapevolezza
che da “queste” dipende anche la vita futura del tuo
compagno, dato che è diventato “parte di te”.
Mi viene da chiedere, e forse questo è un nodo
cruciale, se hai fatto un programma futuro di vita
post laurea con il tuo compagno.
Di certo ci sarà l’obiettivo di raggiungere
l’indipendenza economica e sociale tramite un lavoro,
che per sua natura ti impegnerà così tanto da
non lasciarti tempo a noie e solitudini varie..
Spero cmq ti lasci tempo per scrivere in web.
un saluto, Rebel61.