Rubo il titolo ad un amico. Personalmente, ho sempre ritenuto che la ricerca della felicità fosse per me la migliore strada da percorrere nella vita. Sembra banale ma non lo è affatto, un sacco di persone scelgono giorno per giorno di essere infelici per i più disparati motivi, tra cui il primo è la voglia di apparire diversi da quel che si è. Per questo, il “progetto felicità” di Gretchen Rubin mi sta piacendo davvero davvero tanto, invito di nuovo tutti quelli che conoscono l’inglese a visitare il suo blog e credo dedicherò altri post a questo tema.
Recentemente ho avuto a che fare con un sacco di persone infelici per via della loro omosessualità; persone che si sentono sbagliate e pensano che la loro vita sarà un disastro, che nessuno gli vorrà bene, che saranno lasciati soli e tristi per tutta la vita, che si sentono una sessualità malata. Anche io mi sentivo così e soffro tremendamente a sapere che ci sono persone che vivono in questo misero stato, vorrei tantissimo sapere che cosa dire, avere la capacità di convincerli, anzi, di far loro sentire che non deve essere per forza così. Ma come faccio? Io sono felice e sono anche gay, anzi, addirittura sono felice di esserlo e se avessi la possibilità di scegliere, non vorrei assolutamente essere etero, ma non so proprio proprio come esprimerlo e raccontarlo agli altri. Gay e felici, qual’è la ricetta?
Ne approfitto anche per raccontare di una bellissima iniziativa lanciata da Dan Savage, un noto opinionista statunitense, si chiama “It Gets Better Project”, che tende una mano ai giovani adolescenti omosessuali che soffrono per la loro condizione. Dateci un occhio!
Ciao Helyx, bellissime parole! Spero proprio tu riesca nell’intento. Io sono con te! Nonostante abbia un sacco di problemi sono felice. Felice di essere quello che sono anche se ci ho messo tutta una vita ad accettarlo.
Un caro saluto e un abbraccio fortissimo da un sempre più grigio (ma solo nei capelli!) Deep