Inizi (Astúrias, 15s)

•18 Ottobre 2009 • 2 Commenti

Il primo ottobre, proprio il giorno dopo il mio ultimo post, con una telefonata io e Micio (questo è il soprannome) abbiamo deciso di iniziare una storia isieme. “Metterci insieme” è un’espressione un po’ scema secondo me, comunque il concetto è chiaro: Helyx non è più single. Nuntio vobis… Pensare a lui e sapere che navighiamo pacifici verso un periodo di serenità è quanto di più bello mi sia capitato da un bel po’; sereno lo sono stato assai poco ultimamente e penso di meritare almeno un periodo senza ansia. Voglio dimenticarmi di chat gay, di siti, di preoccuparmi di conoscere nuovi ragazzi, di propormi di andare a locali e simili. Onestamente quando mi ha chiesto di fare questo passo ero davvero incerto, più che altro credo che lui temesse di essere un compagno di giochi, un passatempo sessuale. Non ne sarei capace. Penso gli sembrasse strano che gli volessi davvero bene ma non volessi stare con lui. Più che altro ho avuto paura di ripetere gli errori che commisi con la mia povera ex ragazza. Iniziare pieni di dubbi e dover poi chiudere lasciando un innamorato distrutto a vivere nell’odio nei miei confronti? No, grazie, preferisco regalare un po’ di felicità se mi riesce. Ora però è come se queste paure si fossero zittite, si sta davvero bene noi ed è tutto quello che conta adesso. Domattina probabilmente andrò a fare il test HIV, me l’ha chiesto lui e io ci tengo che possa sentirsi tranquillo. Da parte mia sono del tutto sereno a riguardo, pericoli non ne ho corsi e non credo che l’Arcangelo Gabriele abbia modernizzato la sua business strategy e ora trasmetta malattie veneree. Sono iniziati di nuovo anche i corsi ed ho pure un nuovo coinquilino che, per ironia della sorte, è l’unico che ha avuto occasione di vedere Micio. Tutti i miei amici e colleghi lo conoscono solo di fama. Ho comprato davvero la chitarra, una bella Yamaha che ho pagato molto più di quanto pensavo di essere disposto a spendere. È un buono strumento credo. In barba al pessimismo del 29 gennaio, mi sono messo giusto oggi a studiare “Astúrias” e le prime battute vengono, circa 15 secondi di musica nel video. Si incomincia, vedremo se verrà così facilmente anche tutto il resto del brano…

On the bright side of life

•30 Settembre 2009 • 2 Commenti

Mi sono ritrovato a pensare a com’è andato il 2009 la settimana scorsa. Devo dire che da aprile a settembre è stato davvero un periodo brutto. Pessimo umore per periodi lunghi, ho avuto i pensieri più tristi e visioni di catastrofe e morte, orribili notizie e, come se non bastasse, da luglio non riesco a dare un esame. Però nel frattempo in questi mesi è sbocciato il rapporto con questo ragazzo, quello del post del 5 giugno. Penso che ora la cosa si sia fatta decisamente troppo seria per non parlarne; farei anche bene a dargli uno pseudonimo, ma mi piacerebbe che se lo scegliesse lui. La vacanza assieme che sognavo allora c’è stata! Quattro bellissimi giorni al mare fatti di baci, coccole e frittura di pesce. Con allegato incidente automobilistico (alé)! Ci siamo frequentati molto secondo me, rispetto alla distanza che ci separa. Ho passato questo finesettimana a casa sua e c’è stato un contatto totale e un abbandono completo ed è stato bellissmo, lo rifarei subito senza esitazione, lo rivorrei anche ora, lo vorrei vicino quando voglio. È un tesoro, un ragazzo sveglio, dolcissimo, simpatico e di gradevole aspetto, con cui si va d’accordo nelle situazioni… ehm… intime. Razionalmente, è quasi perfetto, eppure è come se ci fosse qualcosa che ancora mi blocca e mi impedisce di lasciarmi andare. Il senso di vuoto che mi riempiva il cuore s’è dissolto, ma ancora non sento quel bisogno di lui e solo lui, per forza. D’altro canto, non so nemmeno se me la sentirei di iniziare a pensare a qualcosa con un altro ora. Strano. Vedremo come evolverà, mi preoccupa più che altro la prospettiva di infilarmi in un rapporto di amore a senso unico, non so in quale dei due. Non capisco cosa provo io né che cosa provi lui, è troppo difficile. Ma è bello, è molto molto bello. Per ricordare altri due elementi positivi, direi che, dopo qualche mese di esperienza, posso concludere che suonare la chitarra mi piace proprio tanto. Domani andrò a comprarne una tutta mia, un piccolo sfizio che penso di togliermi. E mi sto proprio appassionando agli insetti, per la gioia dei miei genitori. Sei mesi fa pensavo che mi sarei dedicato sempre alla botanica, ora ho seri dubbi. Niente di eccezionale, due anni fa pensavo di essere etero.

Nil satis

•13 Agosto 2009 • 1 Commento

food

Cucinare mi piace moltissimo. È una delle poche passioni che riesco a portare avanti con costanza, forse solo perché mettermi ai fornelli è una cosa che dovrei fare comunque, anche se non ci dedicassi tempo e fantasia. Anche se è solo per me, non rinuncio mai a fare un piatto laborioso, né a quelle piccole attenzioni che spesso fanno la differenza. Il massimo però è cucinare anche per altri; servire un piatto preparato bene e sapere che è piaciuto per me è una gioia semplice ma incredibilmente vera, come il più sincero scambio di affetto. È per questo significato sentimentale che ci tengo che sia fatto tutto con cura, a mano e con ingredienti freschi. La panna spray sarà anche buona uguale, ma montata a mano, per me, è come se valesse di più. Mangiare risponde a un’esigenza primaria ed è uno dei piaceri della vita, come il sesso. Spesso credo che ci sia un collegamento tra le due cose, tra come una persona mangia e come vive la sessualità. Nel mio caso è così di sicuro e potrei portare numerosi buoni esempi. Non sono giornate allegre queste, la solitudine ricomincia a mordere e la noia regna sovrana, però c’è una bella novità. Col ragazzo che ho nominato due post fa s’è creato un rapporto particolare, che senza essere amore è qualcosa di più di una semplice amicizia. C’è calore, affetto, sostegno, aiuta molto a sentirsi meno sperduti. Vorrei, vorrei immensamente che significasse di più, vorrei esserne innamorato, vorrei non desiderare altro che lui. Ma a quanto pare sono tremendamente difficile da accontentare, come nel mangiare. Nil satis, nisi optimum.

PS: Non è un proverbio latino o una frase di cicerone, è il motto di una squadra di calcio…

in fede, Helyx

•11 Luglio 2009 • 1 Commento

Che sono ateo l’ho già detto. Ho deciso di far segnare sull’elenco dei battezzati della parrocchia che intendo non fare più parte della Chiesa Cattolica, cioè di “sbattezzarmi”, come si suol dire. Pensavo di allegare al documento questa letterina, che parla un po’ di come la vedo sul tema. Non nomino la mia omosessualità per evitare di farne il punto centrale, non sono ateo per quello.

Gentile Parroco,

questa lettera viene allegata ad una richiesta formale di annotare sul registro dei battezzati la mia scelta di non appartenere più alla Chiesa Cattolica. Il percorso che mi ha condotto a compiere la scelta di abbandonare la fede in una qualunque divinità è stato lungo e potrei, anzi vorrei, parlarne molto nel dettaglio. Sono consapevole che le mie riflessioni non potranno necessariamente trovare alcun accoglimento o comprensione da parte di un uomo che alla Chiesa ha votato la sua stessa vita, ma sento l’esigenza di delineare la mia esperienza e tentare di esprimere per sommi capi mio pensiero.

Sono nato in una famiglia cattolica e fin dalla tenera età ho riflettuto sulla totale accidentalità di questa circostanza. Crescendo sono diventato una persona di mentalità molto aperta e assai curiosa. Per questo ho studiato molto le scienze e la filosofia, giungendo, com’è naturale, a richiedere una giustificazione filosofica del concetto di Dio. Il Concilio Vaticano I ha stabilito che «Dio può essere conosciuto con certezza mediante la luce naturale della ragione umana, a partire dalle cose create». I miei studi mi hanno però messo di fronte alla tremenda debolezza di questo argomento. Pensiamo all’origine del Cosmo. Perché può Dio esistere indipendentemente mentre il mondo necessita di un creatore “che viene prima”? Da innamorato della natura quale sono, ho avuto modo di approfondire molto in dettaglio anche il problema dell’origine dell’uomo e della varità della vita e trovo che la spiegazione evoluzionistica offra risposte tanto semplici e completamente convincenti da non trovare un rivale nell’idea di una creazione o di un progetto. Queste due semplici argomentazioni sono soggette a molte obiezioni, ma le chiedo di considerare che la riflessione è stata molto più ampia e articolata di quanto non valga la pena di esporre qui e ha toccato molti altri punti.

Col passare degli anni, sono giunto a ritenere la fede non solo inutile, ma dannosa e potenzialmente pericolosa e molti dei precetti della Chiesa francamente vergognosi. Trovo terribile insegnare all’uomo a vivere nel senso di colpa per il solo fatto di esistere (la “natura umana corrotta e contaminata” del Catechismo), quando invece dovrebbe essere felice per il privilegio che ha di sperimentare la gioia di di stare al mondo, sempre ricordando che è un evento -quello di di nascere- di un’improbabilità assolutamente strepitosa. Non ritengo moralmente tollerabile, ad esempio, imporre la sofferenza a pazienti che non desiderano proseguire le terapie e ai loro familiari, alle donne che necessitano di abortire, ai malati che potrebbero trovare giovamento da studi sulle cellule staminali embrionali. Più di tutto, trovo crudele la morale sessuale cattolica, che nega l’amore a chi vive un matrimonio infelice e ai suoi stessi sacerdoti e ne impedisce il pieno compimento a chi non è ancora sposato. Non posso non sentirmi profondamente a disagio quando penso a come la Chiesa considera il rapporto tra un mio caro amico e il ragazzo di cui è innamorato da tredici anni. Li lega un sentimento così spontaneo e così puro che commuove fin quasi alle lacrime e hanno l’uno per l’altro parole tanto piene di calore e rare da sentire oggigiorno che l’idea stessa che qualcuno possa reputare immorale o innaturale il loro amore mi riempie di indignazione. Penso poi sia sbagliato che si imponga di provare senso di colpa per molte azioni che non arrecano danno a nulla e a nessuno, tra cui, ridicolmente, addirittura funzioni fisiologiche come la masturbazione. Credo ci siano ottimi motivi per cui sentirsi in colpa di cui non si fa menzione a messa, ad esempio inquinare l’ambiente o imporre ad altri le proprie scelte morali. Trovo pericoloso insegnare ai nostri figli a vivere quel tipo di fede cieca che ha portato secoli di guerre, torture, omicidi e che ancora fa migliaia di vittime ogni anno. Penso, ad esempio, che l’attentato alle Torri Gemelle sarebbe stato impossibile se fosse mancata ai terroristi una fede sincera e un totale abbandono alla Divinità, pur se non in quella nel cui nome sono stato battezzato.

Non temo la morte né le fiamme e l’eterna dannazione dell’inferno, a cui non credo, e con con cui la Chiesa terrorizza i fedeli fin dalla più tenera età, con una forma di tortura psicologica che trovo del tutto intollerabile. Sono intimamente convinto che non sopravviverò al mio ultimo respiro, ma dopo tutto, su questa Terra non sono vissuto per più di quattro miliardi e mezzo di anni e non la ricordo come una situazione particolarmente sgradevole.

Sono una persona equilibrata e felice, un buon cittadino, circondato dell’affetto dei miei amici e dei miei familiari che mi ritengono un ragazzo intelligente, generoso e di sani principi. Mi comporto bene perché lo reputo giusto, perché sento e ritengo che ogni uomo sia chiamato a prodigarsi per permettere a tutti i suoi simili di vivere nel modo più pieno e felice il breve periodo che, per una serie fortunatissima di coincidenze, ci è concesso di vivere. Vorrei evitare a me stesso e al prossimo, per quanto mi è possibile, le sofferenze, le angoscie, gli sforzi, le ingiustizie e le limitazioni alla possibilità di esprimere se stessi, compresi quelli imposti dalle religioni.

Sono certo che molto di quello che ho scritto è vulnerabile alle più svariate critiche e, nell’improbabile ipotesi che lei volesse cercare un confronto, sono del tutto disponibile. Mi preme comunque diffidarla da rendere noti la mia identità e/o il contenuto di questa lettera se non esplicitamente autorizzato per iscritto, ricordandole che la diffusione o la comunicazione a terzi di dati sensibili può configurare un illecito penale ai sensi dell’art. 167 del D.lgs. n. 196 del 2003.

Ho bisogno, forse.

•5 Giugno 2009 • 2 Commenti


Ho avuto l’occasione, quesata settimana, di conoscere meglio un amico, un carissimo ragazzo a cui sono molto affezionato e di scambiarci un po’ di tenerezze. Non siamo innamorati e questo mi lascia con un certo amaro in bocca, ma è stato bello comunque. Certo, vorrei significasse di più, forse che potesse cambiare, ma insieme sono contento che sia successo. Altre conclusioni non so trarne per ora, troppo presto.

Ho bisogno di una vacanza memorabile e forse la vorrei fare pure con lui. Ho bisogno di affetto, di coccole, di sentirmi respirare vicino, forse anche se non è amore. Forse.

Un mio amico è riuscito a ritrascinarmi all’arcigay. Ci volevo riprovare, in verità. La serata è stata, prevedibilmente, raccapricciante; è dura per me affrontare il fatto che uno come me ha a poco o nulla a che vedere con quasi tutti quelli che stan lì e, forse, con quasi tutti in generale. Ma forse ci tornerò ancora, non ho nulla da perdere. Qualcuno mi ha preso per etero ed è innegabile che non spicco certo per gaiezza in quell’ambiente. Qualcun’altro, invece, ha fatto apprezzamenti sul mio aspetto fisico. Non so se è un caso, ma ultimamente succede spesso, si vede che dopo 23 anni sono diventato bello. Evvai! La serata s’è prolungata in un’uscita con un tizio ipercinetico che aveva più interesse a tormentare fisicamente me e il mio amico che a fare conoscenza. M’è venuto un gran mal di testa, me ne sono andato. Poco male.

La settimana scorsa sono uscito con un gruppo di ragazzi. Etero, anche se vorrei non doverlo specificare. Con loro ci sto molto bene, mi intristisce un po’ sapere che se dovessi sentir nascere un interesse per qualcuno lo dovrei per forza soffocare. Mi sento in pericolo. In un momento un po’ triste uno mi ha chiesto che cosa avessi da fare “quella faccia”. «Mi sento molto solo, C.» – «Ma Helyx, perché non ti trovi un ragazzo?». Adorabile! Non sapevo se abbracciarlo per il candore o picchiarlo per la sua totale, completa mancanza di comprensione.

Leo: nessuna novità. Ho deciso di non pensarci più, non è una cosa che mi riguarda. Con la riflessione che gli amici dovrebbero essere un aiuto, non un ostacolo.

Sense of elation

•17 Maggio 2009 • 4 Commenti

Questo è di sicuro uno dei periodi più intensi che mi son capitati, ho da fare tutti i giorni e molto. Manzoni aveva “i suoi venticinque lettori”. Io ne ho di meno, ma ci tengo a non sparire, anche se sono presissimo. Per l’università, per seguire i miei interessi, per divertirmi.

La faccenda di Leo si fa sempre più intricata e assume contorni da soap opera. Forse è meglio ricordare i protagonisti

Leo: Ragazzo gay di 23 anni, ha parlato del suo orientamento solo alla sua compagna di corso e amica Moira. È sempre stato solo.

Moira: Mia strettissima amica e coinquilina, è di solito parecchio libertina, ma d’improvviso s’è innamorata pazzamente di Leo e ora vede solo lui. Non glielo vuole dire perché sa che sarebbe delusa e non vuole rovinare la loro amicizia. Mi ha raccontato tutto, ma è gelosa e ci tiene che io e Leo non entriamo in contatto in nessun modo.

La settimana scorsa abbiamo dato una festa, c’eravamo noi tre e molti altri compagni di corso di Moira. L’alcool è andato giù a fiumi e ad un’ora molto tarda i due si sono baciati. Per Leo è stata la prima volta e dice di essere molto molto confuso. Moira sospetta e spera che lui non capisca bene i sentimenti che prova. Lei, però, non ricorda di averlo baciato, era troppo ubriaca. Come se non bastasse, ha fatto una scenata di gelosia quando una compagna di corso (Anita) s’è seduta vicino a Leo, così che tutti hanno capito che c’è un certo interesse, meno -forse- Leo stesso, che potrebbe sentirsi “al sicuro” perché lei sa come stanno le cose. Anita è una ragazza con il vizio di voler “insegnare agli sfigati a stare al mondo” ed ha iniziato a corteggiare Leo. La stessa sera, Moira ha messo un film porno gay, e da ubriaca ha giustificato la cosa dicendo di avere un coinquilino gay. Verosimilmente almeno Leo ha capito come stanno le cose, anche perché ha visto che ho pubblicato su fessbuc (eh sì, anch’io…) un appello per la giornata mondiale contro l’omofobia. La settimana prossima ci sarà un’altra festa. Chi vivrà vedrà, intanto mi serve per non sentire che non c’è nulla che potrebbe evolvere a mio favore. Non so nemmeno se lui mi interessa, ma di questo ho un bisogno assoluto.

PS: Visto che ho menzionato Manzoni… Se non l’avete visto, è imperdibile!

Esperienze di vita e non

•24 Aprile 2009 • 1 Commento

Dovrei adottare una colonia di formiche tagliafoglie. Sono ipnotiche, martedì le ho osservate 40 minuti all’opera. Di recente sono incantato dagli insetti, ringrazio gli autori di Microcosmos, è partita da lì. Il bello è che, essendo naturalista, posso girare per casa con la mia nuova, scintillante Calliphora vomitoria infilzata su uno spillo e tirarmela dicendo «Ma mamma, è per lavoro…». Riteneva che le bestiole si sacrificassero alla scienza trafiggendole al volo. Ho sentito dire di uno così agile e scaltro che “sodomizza le rondini in volo”; se davvero le mosche si prendessero a mezz’aria con un colpo alla d’Artagnan, quel tizio pervertito doveva essere per forza un entomologo!

Mercoledì è stata una splendida serata, ho conosciuto un sacco di persone nuove. Di solito sto a disagio se non sono con amici, ma stavolta mi sono divertito un mondo. C’era anche il tizio del post “Test G”, che non è gay. Uno si strusciava su un suo amico con fare voglioso, chiaramente per scherzo. Non so come avrei reagito se l’avesse fatto a me. La settimana prossima replica, sono molto contento per questo!

Non ho scritto nulla per il compleanno del blog. Non c’è nulla da festeggiare, davvero. Un anno fa ero già stanco di stare solo, era passato un mese e mezzo dalla prima e ultima volta che ho avuto un ragazzo con cui condividere un po’ di intimità. Allora ero certo di essere all’inizio di una vita nuova e questa prima sensazione s’è rivelata, infondo, esatta. Ma non pensavo che avrei ricordato l’esperienza come l’apice della mia esistenza così a lungo.

Le persone giuste spesso non si incontrano, lo scrivevo l’anno scorso. Penso all’amico della mia amica, quello del post precedente (chiamiamolo Leo, se dovessi nominarlo ancora). Vive con grande sofferenza la sua omosessualità, non l’ha detto praticamente a nessuno e forse non conosce nemmeno altri ragazzi come lui e non crede di poter essere felice un giorno. Così me lo descrive la mia compare, che ne è così segretamente innamorata che le fa male solo l’idea che potrei essere interessato a lui. Non ci presenterà mai e così ci toglie qualcosa che potrebbe significare davvero molto, soprattutto per lui. Siamo amici strettissimi della stessa persona, mi pare quasi ridicola la situazione. Potrei contattarlo facilissimamente, ma a prezzo di quella che forse è la più bella delle mie amicizie. La vita a volte è strana.

PS: Un ragazzo a cui sono molto affezionato e che segue questo spazio non se la passa bene di salute ultimamente. Non so se mi legge ancora, ma vorrei che sapesse che lo penso spesso, mi manca e spero si rimetta bene e prima possibile. Con tutto il cuore, davvero.

Vita, verginità e maionese

•3 Aprile 2009 • 8 Commenti

mayonnaise_1

Un periodo un po’ insolito. Non sto davvero più pensando alle esigenze sentimentali, in queste settimane le sento lontane, come un desiderio indistinto di un qualcosa che non ricordo nemmeno bene cosa sia. Le mie storie vere ormai sono lontane e il ricordo sta scivolando inesorabilmente verso la categoria del miraggio, un’immagine bellissima ma sempre più vaga e vuota di quell’eco di emozione struggente che mi dava. Come atteggiamento mentale, mi sento come se stessi pian piano tornando vergine: va scemando la sensazione bruciante di castrazione e umiliazione che si ha quando si sa che cosa c’è oltre la solitudine. Se è vero -e non credo- che è quando non te l’aspetti che certe cose ti piovono in testa, direi allora che ci siamo! Sono pure molto assente da internet, dalle chat, dai blog. Ho voglia di aria, di vita vera, passo il tempo libero cucinando, studiando chitarra, frequentando i miei compagni di corso. Con mio rammarico, devo pur dire che dei vecchi amici online con cui mi trovavo tanto bene ormai sono pochi quelli che riesco a sentire regolarmente. Sono anche molto soddisfatto per l’esito di alcune recenti esperienze quasi-lavorative. Una mia cara amica si trova in una situazione che qualche tempo fa mi avrebbe fatto malissimo: è innamorata pazzamente di un suo compagno di corso, un ragazzo carino, pare simpaticissimo e molto intelligente. E gay. L’ha detto solo a lei e lei l’ha detto solo a me. Lui la adora, ma naturalmente le cose non portanno andare molto oltre la bella amicizia che li lega. Ora vi aspettereste «Oh, come vorrei essere io al posto suo!». Sì, vorrei. Vorrei anche che ci presentasse, vorrei… tante cose. Ma anche no, chi se ne frega, ci sono cose più importanti. Ad esempio oggi ho imparato a fare la maionese…

Helix

•7 Marzo 2009 • 6 Commenti

Alcuni mi domandano il perché questo nome, Helyx. È una storpiatura di Helix. La Y fa figo e così è più facile trovare il mio diarietto su un motore di ricerca. C’è un genere di chiocciole che si chiama Helix e il nome scientifico dell’edera è Hedera helix. “Helix” vuol dire elica, in latino. A dire la verità era una password che usavo nel computer, uso sempre nomi scientifici, sono facili da ricordare per me e difficili per gli altri.

Ora però ho trovato una spiegazione più bella da dare. Avete mai visto due chiocciole fare l’amore? Sì, perché non è solo “accoppiarsi”! Penso che dovete vederle e poi capite perché mi piace chiamarmi così:

Due Helyx pomatia subito prima dell’accoppiamento vero e proprio, il corteggiamento dura moltissimo. Non c’è un maschio e una femmina, le chiocciole sono ermafrodite. Avreste mai pensato che due bestiacce simili potessero essere addirittura adorabli?

PS: Se non l’avete mai fatto, guardate Microcosmos, da cui è tratto il video; ne vale la pena, una volta nella vita. Scopirete un mondo incredibile che avete sempre avuto sotto il naso e di cui però non vi eravate mai accorti.

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•1 Marzo 2009 • Lascia un Commento

Ventitré anni, auguri! Poi oggi è un altro anniversario, è un anno esatto dall’ultima volte che… dall’ultima volta. Un anno, non è innaturale? Sì che lo è. Un anno fa ho passato la notte nel letto di quel ragazzo, cercando di respirare la stessa aria, sapendo che non ero mai stato così felice e che probabilmente non sarebbe tornato, per quanto mi ci potessi sforzare. Un anno fa ero innamorato pazzamente e mi dicevo che non avrei trovato un ragazzo come quello che mi stava facendo capire, con gentilezza, che per lui il gioco era finito. Erano meno di tre mesi che che avevo mollato la mia ex, dunque, in realtà, non ci credevo troppo ed ero convinto che qualcosa sarebbe per forza capitato. Era stato ovvio con lui e fin troppo facile. Invece… Conosco un sacco di persone, ma qualcosa non funziona mai. “Mai”, ricomincio a usare questa brutta parola. È che ormai mi ci sto abituando, torno a progettare il futuro da solo e mettere alla catena il sogno di noi due. Io e lui, chiunque sia. Me la sto mettendo via che ci vuole un caso indescrivibilmente fortunato, forse anche troppo per me, ma il bisogno di amare fa male e per quello non c’è surrogato manuale, giusto per essere espliciti. Si vedrà, ora sono troppo vittimista! In attesa. Andrò sui colli con un amico oggi pomeriggio, inizia la primavera, è un pezzetto di felicità. Ai tempi della Serenissima il primo marzo era capodanno, come sarebbe più giusto così! Ho scoperto questo pazzo, mi fanno troppo ridere le sue canzoni